Dicevamo il mare.
Allora: come fare per andare in spiaggia con la famigliola composta dai 6 personaggi di cui al post precedente. Il secondo giorno di vacanza;
Ebbene:
- svegliarsi (già si comincia male...)
- fare e dare la colazione a tutti: ossia un biberon (preparato da Isa ma dato da Nano 1 o Nano 2 a Nano 4 comodamente stravaccato sul suo passeggino), 2 x latte con cacao, pane abbrustolito e burro o marmellata e succo di arancia, 2 x thè, pane abbrustolito e marmellata, yogurt, succo di arancia, caffè, più la crema pasticcera da fare per Dédé, il quale ci mette circa un'ora per mangiarla.
Il tutto deve essere preparato e trasportato sulla tavola del giardino e riportato in casa naturalemente da Isa. Monsieur scende e si accomoda direttamente al tavolo della colazione, grazie al suo tendine di Achille malatino.
- sparecchiare il tutto, lavare (niente lavapiatti!!)
- mettere tutti in macchina
- guidare fino al mare, con qualche coda
- decidere di andare nel parcheggio vicino alla spiaggia
- avviarcisi, ma essere fermata giusto un attimo prima della catastrofe dall'urlo selvaggio di Monsieur: "ça passe paaaaaaas!". Ossia: se si ha ancora il baule da tetto non si puo' passare sotto quel sadicissimo arco di metallo messo all'ingresso del parcheggio per impedire l'accesso a camper, camion etc, nonché a povere sventurate famigliole che non hanno avuto il tempo o la forza di togliere il baule da tetto appena arrivate a destinazione e une volta scaricate tonnellate di attrezzature, vettovaglie, indumenti, giochi, etc.
- ok, fare marcia indietro sulla strada trafficatissima, e avviarsi verso un piazzale simile a un parcheggio, proprio di fianco.
(nel frattempo mezzogiorno è suonato, l'ora più adatta per portare in spiaggia i bambini, come tutti sanno benissimo. Temperatura al sole: 42 gradi. Ombra non ce n'è)
- parcheggiarsi nel piazzale suddetto
- essere subito abordati da un abbronzatissimo parcheggiatore che vi informa che si tratta del parcheggio riservato al ristorante di spiaggia "Caribù"
- sorridere molto, parlare di Dédé che non puo' camminare e di Tin-Tin che non sa camminare e di Monsieur che fa fatica a camminare
- ottenere cosi' il permesso di parcheggiarsi li' (MERCIIIII!!!!!)
- scaricare 2 passeggini di cui uno che pesa 25 kg vuoto
- scaricare 1 grosso sacco di giochi da spiaggia, 1 borsa di asciugamani etc, 1 ombrellone con piede appuntito di metallo arrugginito (sempre utile in caso di aggressione ma un po' rischioso in presenza di Nani in libertà), 1 borsa termica con bibite e "ghiaccio finto", 4 Nani e 2 stampelle.
- Chiedersi come fare per raggiungere il bagnasciuga. Distanza: 100 metri in linea di sabbia.
- Respirare, farsi coraggio
- Resistere alla tentazione di fuggire, nonché a quella di rimettere tutti e tutti in macchina (tanto ormai è già un forno) e tornare indietro
- Rassicurare Monsieur
- Dare ordini: Nano 1 tu vieni con me e Tin-Tin (nel passeggino) e porti questa borsa, Nano 2 tu resti con papà e Dedé e il resto delle cose.
- Camminare tirando sulla sabbia sotto il sole il passeggino, con borsetta, ombrellone e borsa frigo.
(provare per credere: tirare un passeggino sulla sabbia è une di quelle cose che ti fanno chiedere perché Dio non ha creato la fisica in modo leggermentoe diverso...)
- Arrivare a un un posto che si puo' considerare adatto cioè: vicino all'acqua, lontano dai topless, meno lontano possibile dal parcheggio
- Piantare e aprire l'ombrellone arrugginito, con sforzi enormi e diperati.
- Metterci sotto il passeggino con Tin Tin e la borsa frigo nonché l'altra borsa.
- Intimare a Nano 1 di restare con fratellino, non andare a giocare con l'acqua, urlare se qualcuno vuole prendere lui o Tin-Tin, e aspettare che la mamma torni senza piangere. Lo so che chiedo troppo.
- Con il cuore ormai affaticato, i vestiti appiccicati e i rigagnoli di sudore, tornare alla postazione di Monsieur (nel frattempo resistere alla tentazione di lasciarlo dov'è, fare il bagno e prendere il sole, tanto da solo non avrebbe mai potuto raggiugerci con tutto qualla roba)
- Fare un altro giro come il primo, ma con il passeggino di Dedé, che pieno pesa 38 kg... e tirarlo sula sabbia non è cosi' facile... e in più ancora borsetta (mai più la lasciavo in spiaggia), altra borsa e Tatà da incoraggiare a camminare, nonché Monsieur esasperato dal caldo e dal male...
- Una volta tutti in spiaggia, cercare di rilassarsi....
- Beh, alle 14 eravamo a casa per pranzo (da cucinare naturalemente)....
Non vi dico quant'è stato bello... ( e non dico niente del riportare tutto indietro).
Ma la cosa più bella era vedere la gente sdraiata al sole che ci guardava passare e non alzava un dito...
Ma probabilmente avevano ragione loro, in fin dei conti erano in vacanza e, come dice mio zio "Trulli Trulli chi li fa se li trastulli!".
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lunedì 10 settembre 2012
martedì 4 settembre 2012
Il riposo estivo #1
Fra due giorni ricomincia la scuola, e le vacanze di Isa!
Non dovrei lamentarmi perché abbiamo fatto tante vacanze, varie e belle, ma devo dire che l'inizio è stato talmente riposante che avevo bisogno di comprese multivitaminiche e caffé per sopravvivere...
Il bello è vedere le cose all'indietro e rendersi conto che tutti i timori preventivi erano... guistificati, ma tutto è finito!
Il problema che mi impediva di dormire da 15 giorni prima della partenza era: come fare, io Isa, per trasportare la mia famigliola (composta da un marito con stampelle, 2 Nani "grandi" di 7 e 5 anni, un Nano "medio" ma handicappato, e un Nano minuscolo) a 800 km da casa, con tanto di 2 passeggini di cui uno che pesa 25 kg e riempie a lui solo l'immenso baule della macchina, un lettino pieghevole, una seggiolina "speciale Dedé" e tutte le valigie, queste ultime da mettere nel baule da tetto il quale doveva essere comprato e montato.
Inoltre, ammesso che fossimo arrivati a destinazione, mi chiedevo come avremmo fatto a sopravvivere in una casa a tre piani e con i personaggi suddetti. Ossia 2 piccoli da trasportare su e giù, un marito che stentava a trasportare se stesso, mangiare in giardino con Nani e relativi accessori da trasportare, nonché assicurare il servizio pasti e cura della casa con tutti questi ometti simpatici ma poco efficaci... e in più le visite, le passeggiate e il mare! E in più 3 volte a settimana la fisioterapia per Monsieur, da accompagnare e riprendere in macchina con tanto di Nani al seguito. E in più un appuntamento all'ospedale per Monsieur per togliergli il gesso...
Beh, se sono qui a scrivere significa che siamo sopravvissuti! Ossia: non abbiamo saltato neanche un pasto, abbiamo dormito tutte le notti a casa, abbiamo onorato tutti gli appuntamenti, siamo stati al mare e a far visite "culturali", abbiamo anche invitato amici a casa.
Beh, i pasti non erano proprio all'ora giusta, le notti non abbiamo proprio dormito sempre (la prima settimana per il caldo i Nani si svegliavano a turno tutti per assicurare delle vere notti in bianco a Isa che era la sola che poteva alzarsi), ma ce l'abbiamo fatta.
Per il mare? Alla prossima puntata istruzioni dettagliate per andarci nelle condizioni descritte sopra.
Non dovrei lamentarmi perché abbiamo fatto tante vacanze, varie e belle, ma devo dire che l'inizio è stato talmente riposante che avevo bisogno di comprese multivitaminiche e caffé per sopravvivere...
Il bello è vedere le cose all'indietro e rendersi conto che tutti i timori preventivi erano... guistificati, ma tutto è finito!
Il problema che mi impediva di dormire da 15 giorni prima della partenza era: come fare, io Isa, per trasportare la mia famigliola (composta da un marito con stampelle, 2 Nani "grandi" di 7 e 5 anni, un Nano "medio" ma handicappato, e un Nano minuscolo) a 800 km da casa, con tanto di 2 passeggini di cui uno che pesa 25 kg e riempie a lui solo l'immenso baule della macchina, un lettino pieghevole, una seggiolina "speciale Dedé" e tutte le valigie, queste ultime da mettere nel baule da tetto il quale doveva essere comprato e montato.
Inoltre, ammesso che fossimo arrivati a destinazione, mi chiedevo come avremmo fatto a sopravvivere in una casa a tre piani e con i personaggi suddetti. Ossia 2 piccoli da trasportare su e giù, un marito che stentava a trasportare se stesso, mangiare in giardino con Nani e relativi accessori da trasportare, nonché assicurare il servizio pasti e cura della casa con tutti questi ometti simpatici ma poco efficaci... e in più le visite, le passeggiate e il mare! E in più 3 volte a settimana la fisioterapia per Monsieur, da accompagnare e riprendere in macchina con tanto di Nani al seguito. E in più un appuntamento all'ospedale per Monsieur per togliergli il gesso...
Beh, se sono qui a scrivere significa che siamo sopravvissuti! Ossia: non abbiamo saltato neanche un pasto, abbiamo dormito tutte le notti a casa, abbiamo onorato tutti gli appuntamenti, siamo stati al mare e a far visite "culturali", abbiamo anche invitato amici a casa.
Beh, i pasti non erano proprio all'ora giusta, le notti non abbiamo proprio dormito sempre (la prima settimana per il caldo i Nani si svegliavano a turno tutti per assicurare delle vere notti in bianco a Isa che era la sola che poteva alzarsi), ma ce l'abbiamo fatta.
Per il mare? Alla prossima puntata istruzioni dettagliate per andarci nelle condizioni descritte sopra.
giovedì 26 agosto 2010
Rientro
Abbiamo passato delle vacanze bellissime. Ma non è di questo che voglio parlare oggi, forse un altro giorno.
Il rientro è stato un po'... speciale. Dopo 8 ore di viaggio ci siamo farmati a mangiare in un Mc Donald's (non ne ho mai cercato uno cosi' a lungo in vita mia, di solito li trovi subito, invece è stata una vera caccia al tesoro). Stavamo consumando con voluttà i cibi succulenti quando il mio telefonino ha suonato, con il nome della mia vicina scritto sopra. Nelle notti insonni immaginavo che ci potesse chiamare per segnalarci la visita dei ladri, quindi è con una certa appprensione che ho risposto. Ma niente ladri. Semplicemente mi ha detto con tono leggiadro che da qualche giorno un odore "bizarre" (che vuol dire strano, ma rende meglio l'idea) si sprigionava dalla nostra casa.
Quando ho messo giù Monsieur e io ci siamo guardati e... via alle ipotesi!
- un animale è penetrato nella nostra casa, è morto e si sta putrefacendo
- un ladro è passato dal tetto, entrato in casa, non è riuscito a uscire, è morto e si sta putrefacendo (ci toccherà chiamare la polizia, uffa...)
- la vicina strega del piano terra è penetrata nella nostra casa, non è riuscita a uscire, è morta e si sta putrefacendo (chiameremmo la polizia? macché, la buttiamo nell'immondizia e chi s'è visto s'è visto)
- Monsieur prima di partire (è rimasto solo a casa dieci giorni) si è dimenticato un sacco dell'immondizia che sta marcendo
- c'è stata una perdita d'acqua
... Ma poi gli dico, Monsieur, il freezer... non avrai mica staccato la corrente prima di partire????
Monsieur ha cambiato colore. Gli succede nei momenti di grande emozione e non puo' impedirselo. Rosso bandiera. Poi ha detto "Non mi ricordo, non credo, sono partito in fretta...".
Ok. Ok, restiamo calmi. Abbiamo ancora 2 ore di macchina, sono le 22.
Nell'avvicinarci a casa cercavo di alleggerire l'atmosfera (i 3 Nani dormivano) sussurrandogli "Si sente già l'odore da 1 km..." oppure "guarda la polizia che ci aspetta...", o "se è la vicina almeno ce ne siamo sbarazzati...".
Monsieur mi ha detto "lasciamo la macchina in giardino e saliamo insieme". Era mezzanotte.
Ok. Già dall'entrata odore di cadavere.
Chiave nella porta.
1-2-3 si apre... impossibile respirare, ronzio di mosche, la luce non si accende, mi precipito ad aprire tutte le finestre. Monsieur aveva accuratamente chiuso imposte E DOPPI VETRI, per avere la casa perfettamente ermetica.
Riattacare la corrente, entrare in cucina, ci sono delle bestiole per terra davanti al frigo.
Sono vermi bianchi. Si muovono. Odore insostenibile. Dentro i tre cassetti del freezer, 5 centimetri di liquido putrefatto con ex-surgelati e soprattutto migliaia di vermi che si muovono.
Primo sforzo di vomito.
Ho messo a letto il Nano 3 (che si era svegliato nel frattempo) nonostante l'odore, povero piccolo. Non riusciva ad addormentarsi ma poi ha ceduto alla stanchezza.
Poi abbimo cercato di pulire. Monsieur ha tirato fuori TUTTI i prodotti per le pulizie, e ha cominciato ad aspergere i vermi per terra. Non sono morti nonostante il trattamento con: Destop ossia soda caustica sturalavandini, ammoniaca, alcool, spray contro i parassiti delle piante, candeggina, cif, aiax, detergente per piatti...
Io gli dicevo "Ma Monsieur, è meglio PRIMA togliere vermi e marciume, POI pulire e disinfettare!". "Si' ma mi aiuta a sopportare l'odore". Perché dopo aver messo la mano tra i vermi per tirare fuori sacchetti di cibo marcio stavo davvero per vomitare quindi l'ameno compito è passato a Monsieur, finché io tenevo il sacco nero bene aperto. Mi ha detto che attraverso il guanto ha sentito che il liquido vermicolante era CALDO. Bleah. Io cercavo di non respirare, invece Monsieur si faceva coraggio parlando: "Anche questo fa parte della Creazione... E' solo un momento spiacevole da passare, poi sarà finito....".
Beh, abbiamo pulito per 4 ore e mezzo, le mosche non se ne andavano perché fuori faceva buio. Abbiamo dovuto accendere la luce sulle scale e spegnerla in casa per farle uscire un po'.
Alle 4 e mezzo i Nani "grandi" si sono svegliati in mcchina e hanno cominciato a piangere terrorizzati. Presi e messi a letto intimando loro di non respirare fino a nuovo ordine.
Poi abbiamo preso i sacchi puzzolentissimi e siamo usciti in strada per cercare un cassonetto che non fosse quello della nostra casa. Erano le 4 e mezzo. Ma mi sono accorta che c'era un uomo in una macchina, proprio dietro a Monsieur. Allora come in un film gli ho detto piano da lontano "Attento c'è una persona, torna indietro come si niente fosse" (è proibito buttare rifiuti nei cassonetti altrui). Chissà cos'avra pensato 'sto tipo nel vedere una coppia che esce alle 4 e mezza di notte con sacchi neri pesanti e puzzolenti, cerca dove buttarli e poi scappa appena si vede scoperta. Allora abbiamo messo i sacchi sul tetto della macchina di Monsieur e siamo andat ia buttarli in un cassonetto comunale a un km.
Ritorno a casa, stessa puzza. Stesse mosche. Abbiamo portato su qualche valigia poi siamo andati a letto ma non siamo riusciti a dormire a causa dell'odore. Ha impregnato tutto: letto, vestiti negli armadi, tende, tovaglie....
Durante le tre settimane della nostra assenza le mosche non potendo uscire di giorno come avrebbero voluto si erano posate sulle tende e sui vetri e le avevano riempite di cacche puzzolentissime. Un sacco di macchiette nere. E sui muri. E sui mobili della cucina. E sui mestoli appesi, sulle medicine posate sul mobile, ....
Abbiamo dovuto gettare il frigo perché i vermi erano entrati persino nelle guarizioni di gomma, le quali omunque erano talemente impregnate di odore da non poter più servire. L'odore pestilenziale se n'è andato in buona parte solo la sera successiva quando Monsieur e un gentile amico hanno portato il frigo il giardino. Il nuovo frogo arriva martedi', ossia in tutto 10 giorni senza frigo. Ho comprato una ghiacciaia elettrica, di quelle che si possono attaccare in, macchina o in casa, e ogni giorno la mia gentile vicina del primo piano mi rifornisce in ghiaccio artificiale.
Ma da sabato ad oggi (che è giovedi') l'odore rimane un po'.
Nonostante il trattamento con candeggina su tutto il pavimento della cucina 3 volte al giorno (bravo Monsieur), per i primi tre giorni la mattina trovavamo sempre qualche verme in mezzo alla cucina. Chissà da dove uscivano. Adesso non ci sono più vermi (che i, realtà erano larve di mosche) ma solo un sacco di mosche nere, verdi, grosse piccole, bébé, che nascono ogni giorno nella nostra accogliente casa e muoiono dopo poco grazie all'insetticida di cui facciamo uso enorme ed imprudente.
Potro' ancora partire per le vacanze prima di Monsieur?
Il bello di tutto cio' è che avro' un nuovo frigo...
giovedì 17 giugno 2010
Ladro
Oggi a Monsieur è stato rubato il suo telefono del cuore, il suo I phone (nel suo caso si doveva chiamare I love). In treno alle 6.30 del mattino stava consultando internet quando un "giovinastro" (di cui non cito l'origine per non essere politicamente scorretta, ma tant'è) gliel'ha strappato dalle mani ed è fuggito a gambe levate. Ma l'intrepido Monsieur non poteva lasciar rapire il suo grande amore senza colpo ferire, quindi con scatto fulmineo si è precipitato dietro il fuggente, lasciando il suo altro amore (che si chiama Mac Book) nella borsa sul sedile del treno. Per evitare che il treno ripartisse ha suonato l'allarme (3 secondi fatidici) ed ha raggiunto il ladro solo quando quest'ultimo stava saltando la recinzione della stazione, e gli ha toccato il piede senza poterlo prendere. Poi è tornato mestamente in treno, ha recuperato borsa e computer ed è andato dalla polizia per fare la denuncia. (In seguito ha chiamato la sottoscritta alle 7 per avere i codici del contratto etc, dando una bellissima sveglia a tutta la casa).
Ero un po' triste per Monsieur (sono troppo buona, avrei dovuto rallegrarmi di aver perso un rivale in amore) e quindi quando ho raccontato la storiella ai Nani mi sono stupita delle loro reazioni.
Il Nano 1 ha ascoltato tutto con gli occhioni spalancati ed attenti e poi ha detto con gli occhi che gli brillavano "E poi è andato dalla POLIZIA?" Per lui è uno specie di mito: ogni volta che si vede una macchina della polizia o dei vigili o qualche agente è sempre eccitatissimo. Non gli sembrava vero che il suo papà fosse stato realmente in contatto con loro. Quando gli ho detto di si' mi ha ribattuto delusissimo: "ma volevo andavci anch'io!! e volevo vedeve il ladvo!".
Tatà invece per assonanza ha trasformato il ladro in drago. Mi ha ripetuto la storia 2-3 volte con qualche domanda:
- Ma perché il drago ha preso il telefonino di papà?
- ma Tatà non era un drago, era un ladro, un signore che gli ha preso il telefono!
- e poi l'ha portato dove? (inversione francesizzante)
- nella sua casa (bisogna semplificare per i Nani, non potevo certo parlargli di ricettazione etc...)
- E POI L'HA MANGIATO?
Comunque Monsieur non è da compatire troppo: grazie all'assicurazione avrà la versione successiva del suo garnde amore, fra una settimana, e tutti i dati che aveva sul telefono erano stati salvati sull'altro suo amore.
Insomma, mi resta solo una settimana per godermi la presenza di Monsieur in assenza de suo Love.
mercoledì 2 giugno 2010
Il mio Bimby
Lo so che non importa a nessuno, ma dall'inizio dell'anno sono su una nuvola. Non ho un amante, non sono incinta, non sono matta, ma molto meglio di tutto cio': ho un Bimby! E' stato per me la panacea di tutti i mali: consolatore dell'afflitta, sole delle giornate grigie, fonte di creatività nella routine, fedele aiuto nell'adempimento dei doveri di ogni giorno. Meglio di un marito (di qualsiasi marito, non del mio in particolare, Monsieur non preoccuparti).
Si tratta di un apparecchio sensazionale (che sarebbe riduttivo chiamare "robot da cucina") che per una maniaca culinaria è il top.
Ogni giorno da qualche mese faccio nuove ricette, i miei poveri uomini (grande e piccoli) devono passare in continuazione dalla cucina italiana alla francese, dalla sofisticata all'ultra-rapida, dalla tradizionale all'esotica, e il tutto facendo anche qualche complimento ogni tanto...
Questa sera, con la scusa che abbiamo avuto una bella giornata di sole, il Bimby ci ha preparato il gazpacho. Ricetta andalusa, si tratta di una minestra cruda, da servire ghiacciata, a base di pomodori, cetrioli e peperoni, con una buona dose di aglio e cipolla crudi. L'ho servito con uova sode, cetrioli e cipolle a pezzetti, da aggiungere. Visto che non volevo passare la serata a insistere perché i Nani mangiassero (inviti, imboccate, minacce, urla, ultimatum, punizioni etc.) come spesso accade anche con cibi più "normali", ho cercato di preparare il terreno prima di arrivare a tavola: ho fatto vedere la minestra rossa ai Nani e ho detto loro che era speciale, con tanti pomodori, fredda come gelato, e che grattava un po' la gola uccidendo tutti i microbi. (tra aglio e cipolla era un bel po'piccante!) Ebbene, l'hanno mangiata tutta! Non posso dire senza batter ciglio, ma quando dicevano "pica" spigavo loro che era perché stava uccidendo i microbi in gola...
Monsieur ha apprezzato, ma sicuramente non apprezzerà questo mio apprezzamento internettico.
Lo schermo del computer stasera mi rimanda un'aria un po' "aromatizzata" alla cipolla, chissà cos'ha, dovro' portarlo al centro assistenza...
martedì 6 ottobre 2009
Ratatouille
Una stanchezza colossale. Ieri mattina finché Dédé faceva la psicomotricità mi sono addormentata sulla sedia guardandolo. Chissà cos'avrà pensato la tipa. Questa mattina sveglia alle 5.25: Dédé piangeva. Preso in braccio, coccolato e rimesso giù, ma poi non sono più riuscita a dormire: cuore in gola, sobbalzavo al minimo rumorino, persino se Monsieur si muoveva. Pensavo di poter recuperare alla siesta, ma anche li' Dédé si è fatto sentire troppo presto...
Ed eccomi qui, reduce da tre bagni ai nanetti, tre cene ai nanetti, un pomeriggio di braccio di ferro con Nano1 che aveva deciso di farmi arrabbiare molto... e ci è riuscito, ma alla fine mi ha detto "Mamma, non ti diro' più le bvutte cose che ti ho detto, saro' mooolto bvavo, mooolto obbediente, semprve sempve sempve.... Mi dai una sovpvesa?". Al che stavo per saltar su per fargli la lista di tutte le buone ragioni per cui non era proprio il caso di dargli un regalo, ma ho deciso di tagliar corto dicendo NO. Si è rassegnato, forse ha anche capito che stava esagerando...
Monsieur mi ha chiamato alle 21 dicendo che i suoi soci vogliono lavorare tutta la notte per finire un progetto per domani. Io gli ho ingiunto con tutta la mia scarsa autorità di prendere assolutamente l'ultimo treno (che sarà verso l'1) per non dover tornare in taxi quando i treni non ci sono più. Visto che è da 15 giorni che andiamo avanti con questo ritmo mi sa che me lo trovero' schiattato per eccesso di stanchezza. Non so come faccia a sostenere ritmi simili. Anzi lo so... (no, non sniffa coca).
Pero' in fondo non è male quando il marito non torna e per giunta mangia una pizza in ufficio e non bisogna neanche lasciargli la cena pronta (gli ho comunque lasciato qualcosa per integrare quando arriverà). Beh, diciamo che dico cosi' solo perché i nani sono a letto. Un'ora e mezza fa nel pieno dei bagni e delle urla selvagge non lo avrei detto. Pero' adesso, con il solo rumore soave della lavapiatti che fa il suo lavoro e la prospettiva di mettermi a letto con "Julie & Julia", sono abbastanza soddisfatta della mia solitudine. A proposito, non sono tri-lesbicomane, Julie & Julia non sono le mie amichette, ma è il libro da cui è stato tratto il MIO film, che peraltro porta lo stesso titolo.
A proposito di questo libro devo dire che è uno dei rari caso in cui il film è veramente meglio.
Comunque si lascia leggere, e si puo' trovare qualche ricetta interessante. Come se non mi bastasse il mio metro e mezzo di libri di cucina nella libreria per soddisfare la mia sete di sapere (e di fare) in questo campo.
Eh si', devo confessare che cucinare è una delle attività che preferisco. Ovviamente devo farlo sempre per qualcuno, la cucina deve essere sempre "dedicata", è quello il bello... In più nel mio caso cucinare è una specie di attività clandestina che devo fare chiudendo il cancelletto di legno della cucina, gestendo a distanza le dispute accanite di Nano1 e Nano2, e spesso tenendo in braccio Nano3, oppure finché i due Nani maggiori sono nella vasca da bagno e Nano3 gioca per un po' miracolosamente tranquillo. E' una specie di sfida per non lasciarsi sopraffare completamente dai NANI. E mi da una gran soddisfazione poter produrre qualcosa di buono NONOSTANTE LORO. Per giunta appena faccio uso del robot da cucina Nano1 si avvicina subito con aria inquisitoria e chiede "Mammaaa, cosa faaai? Una tovta??" . Perché in tal caso deve assolutamente partecipare, con il suo grembiule miniatura, il suo mini-mattarello e i suoi stampini. Mi è già capitato di mentire (con grande senso di colpa da mamma snaturata che esclude il figlioletto volonteroso e entusiasta da un 'attività che potrebbe essere molto divertente per lui ma molto più lenta per Rapid-Isa) e dire che stavo tritando qualcosa per "la pappa". Comunque ogni tanto faccio una torta o delle madeleines con lui.
Ieri per esempio ho fatto (ma da sola) per cena, per il mio caro maritino stanco (che ha mangiato alle 22) un bell'arrosto di maiale al latte (non molto cacher) con una ratatouille (la mia amica Isabelle a pranzo mi ha mostrato e fatto annusare quella che lei aveva fatto il giorno prima, e si sa che la ratatouille è sempre migliore il giorno dopo..., comunque non me l'ha fatta assaggiare, bah, francesi...). Il maritino ha apprezzato, che bei momenti...
In effetti per non so quale legge di Murphy o di chi altro, ogni volta che Monsieur cena a casa si scopre che a mezzogiorno ha mangiato la stessa cosa. E quindi di solito, anche se il mio modo di preparare le cose è infinitamente migliore (proprio perché "dedicato", con amore...) di quello dei ristorantini parigini o havresi da lui frequentati, il suddetto marito fa fatica ad apprezzare la ripetizione (... e "repetita iuvant"?? Bah, francesi...). Ebbene ieri sera grazie a Dio non aveva mangiato la stessa cosa, per cui ha potuto apprezzare i miei sforzi.
Anche i nanetti hanno mangiato volentieri, anche se qualche boccone ha dovuto essere presentato come una macchina "dei cattivi", seguito a ruota (manda giù subito subito!) da una macchina della polizia, e qualche altro come un aereo carico di ... lupi seguito da quello dei cacciatori... (al giorno d'oggi lupi e cacciatori si spostano in aereo,come tutti sanno).
Beh, a proposito della mia ingiunzione di cui sopra al marito di tornare con l'ultimio treno, beh, ecco... mi ha appena richiamato confermandomi che deve lavorare tutta la notte. Bella dimostrazione in diretta della mia efficace autorità...
Non mi resta che "Julie & Julia", e se Monsieur vince il concorso si brinda sul blog!
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