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giovedì 2 settembre 2010

Ripresa

Sono passati 12 giorni da quella famosa notte del rientro e dei vermi, e si sente pochissimo odore. Ma ogni giorno abbiamo mosche verdi, nere, grandi piccole, moscerini ed altri insetti putrefazivori le cui uova sono state deposte in nostra assenza e che vengono alla luce.
Comunque questa avventura ci ha spinti a dare una svolta alla casa. Avendo vissuto 3 settimane in una casa affittata per le vacanze, solo con le cose che avevamo portato (peraltro non poche), mi sono detta che sarebbe bello allaggerire la casa in cui viviamo tutto l'anno, sbarazzarsi dall'accumulo di oggetti e cibo in cui viviamo. Sono sempre stata totalmente priva di essenzialità, ma l'ho sempre ammirata negli altri.
Questi buoni propositi si sono concretizzati in qualche grasso sacchetto di vestiti da dare via, nell'eliminazione della scrivania a due piani di Monsieur (bontà sua), nel ripensamento del salotto (con relativi acquisti di lampade più "accoglienti" - è stato questo il mio criterio di scelta), e nel proposito di eliminare molte altre cose.
Per quanto riguarda la cucina, abbiamo dovuto svuotarla di tutte le derrate e altri oggetti che si trovavano ovunque (eccetto negli armadietti), soprattutto per terra e sopra il frigo, onde poterla disinfettare dal pavimento al soffitto. In conseguenza la sala era invasa (oltre che da tutti i bagagli del ritorno) da casse di cibo. Con l'arrivo del nuovo frigo (dieci giorni senza... non li raccomando a nessuno) ho deciso di comprare poco fresco, per poter vedere tutto il contenuto del frigo e non dimenticare niente, e soprattutto mi sono fatta il divieto di comprare cibo secco prima di aver finito tutto il contenuto delle casse e degli armadietti. In effetti avevo accumulato troppe cose essenzialmente per questi motivi:
- necessità di avere TUTTI gli ingredienti possibili e immaginabili per poter realizzare QUALSIASI ricetta di cui avessi il desiderio, in QUALUNQUE momento;
- difficoltà di fare la spesa, ossia presenza incessante dei bambini, con rari momenti di libertà, in cui approfittavo per comprare TUTTO
- consultazione frequente di ricette su riviste, libri, internet etc, e acquisto degli ingredienti richiesti "per il caso in cui ne avessi bisogno"
- acquisto di ingredienti "difficili da trovare" ma richiesti da qualche ricetta consultata, e quando li trovavo dovevo assultamente appropriarmene per non correre il rischio di non trovarli più
- esempio di un papà che comprava l'olio e lo zucchero a pacchi di 12 ("ma ha fatto la guerra")
Risulato: armadietti straboccanti e non solo gli armadietti.
(questa confessione mi risulta piuttosto difficile da fare, ma fa parte della terapia che mi impongo per diventare "essenziale" almeno in cucina).
Monsieur mi dice sempre "si vede che hai fatto la guerra". O "in caso di carestia potremmo sopravvivere un mese".
Ebbene, voglio che non sia più vero.
Quindi per esempio ho dato l'attacco ai 10 kg circa di farine da pane diverse: ogni giorno mangiamo un pane diverso. Pane di campagna, pane multicereali, pane mediterraneo, pane bianco, pane biologico, brioche, pane al latte...
Ogni giorno mangiamo (al posto della pasta) dei cereali diversi: riso, riso integrale, grano, quinoa, bolghour, semolino, ... Questa sera ho fatto il rio al latte alla vaniglia, che il Nano1 ama molto e il Nano3 comincia ad apprezzare seriamente. E anch'io (per fortuna la bilancia è rotta e l'estate lontana).
Devo smaltire un sacco di scatole: ananas, funghi, piselli, latte di cocco, fagioli, pomodori, crema di marroni, tonno, sardine, salmone, olive, pesche, condipasta, ...
Oggi ho messo a posto l'armadietto "pasticceria" e ho dovuto eliminare bustine di lievito scadute e sacchetti aperti di frutta secca. Nella mia collezione rimangono: nocciole intere, nocciole in polvere, mandorle intere, mandorle a fettine, mandorle in polvere, noci di cajou, gherigli di noci, noccioline, uvetta di Corinto, uvetta chiara, scorzette di arancia, frutta candita, pasta di mandorle monocolore e in tre colori, almeno 20 bustine di lievito chimico, altre 20 di lievito secco di birra, e di zucchero vanigliato, di lievito per salati, foglie di gelatina, 10 scatole di torrtagel (in Francia non si trova...), 2 di Idrolitina (ricordi d'infanzia...), pannafix, nonché decorazioni per dolci e tanto altro...
Sento che domani dovro' fare un dolce per merenda.
Chissà se riusciro' a tenere i miei propositi.
Chi vivrà vedrà.

domenica 1 novembre 2009

Missione letto

Esame passato! Andato bene! Miracolo dei miracoli. E' un piacere eccezionale che non si ritrova in nessun altro modo, quello dell'esame passato. Leggerezza improvvisa, gioia gratuita e cuore libero. Tutto d'un colpo si torna padroni del proprio tempo che prima era sequestrato in ogni minima frazione dallo studio. Poi si gira pagina.
Giornata di sabato eccezionalmente senza corso all'università, quindi missione LETTO. Eh si', Monsieur soffre di mal di schiena a causa del nostro letto, dice, e dice persino che gli basta dormire una notte altrove per non avere più male. In effetti si tratta del letto che data del nostro matrimonio, quindi ha 5 anni e mezzo, che in sè non è un'età veneranda, ma quando si tratta di un letto e soprattutto di un materasso del gigante svedese è tutta un'altra cosa.
Anche volendo partire presto non occore mettere la sveglia: ci pensano i Nani. Infatti puntualmente alle 7.30 Dedé si è fatto sentire. Amore.
In breve, alle 10 eravamo partiti alla volta di Parigi. Siamo stati istruiti in lungo e in largo (è proprio il caso di dirlo) su ogni genere di materiale e di forma, sui vantaggi incomparabili del latex, delle molle, della lana, dei sovramaterassi (me ne sono innamorata), dei letti che si sollevano per dormire con i piedi in su (nonostante la mia età non certo veneranda ne ho bisogno...), di quelli in cui si puo' sollevare la testa, etc
Il bello di questa ricerca del letto ideale è che i Nani erano al nostro seguito ed hanno provato tutti i letti che abbiamo provato noi ed anche altri. Hanno corso, si sono picchiati, hanno dovuto fare la pipi', hanno smontato degli esposiori in cartone, hanno ottenuto di farsi fare degli aerei di carta da venditori esasperati, insomma per loro è stata proprio una bella giornata.
In ogni letto in cui ci posavamo, rigorosamente senza borsa e senza cappotto per rendersi bene conto, avevo voglia di non alzarmi più. Poi Monsieur cominciava a mettersi a proprio agio come se fosse nel suo letto, cominciava a carezzarmi la schiena, quindi mi rendevo conto che era davvero giunto il momento di alzarsi e provare un altro letto, per non dare occasione di battute scontate alla gente che ci circondava...
Il bello è stato soprattutto non dover preparare da mangiare, perché Mac Donald's ci ha aperto le sue grandi braccia e nutriti in modo sano ed equilibrato.
Dopodiché abbiamo visitato un altro negozio e siamo rientrati giusto in tempo per andare a prendere Maxime, un bimbo che è stato con noi sabato pomeriggio e domenica. Abbiamo quasi scelto.
La sera Monsieur ha detto che grazie a tutti i letti che abbiamo provato non aveva più mal di schiena!
La notte è stata lunga si internet per scoprire ancora tante cose su altri prezzi dei materassi che avevamo visto.
Venerdi' ho scoperto in una libreria un libro che mi ha riempito di desiderio. Ero entrata per comprare un altro libro che ho trovato in fretta, dopodiché, visto che mancava ancora un quarto d'ora alla ripresa dei corsi, mi sono lasciata andare ad un vagabondaggio più o meno casuale nella libreria, che (un po' come nei film dove da quando cominciano a baciarsi capisci subito che poi finiscono a letto) nel mio caso finisce sempre nel reparto cucina. Come se non bastasse il mio metro e mezzo di letteratura culinaria in sala, oltre ai blog e siti di cucina che frequento.
Beh, dopo aver guardato senza interesse qualche libro, ho sentito che in un angolo c'era una forza di attrazione a cui non ho potuto resistere e che si è rivelata provenire da un cofanetto in cartone verde chiaro, incellophanato, con su scritto "Ladurée sucré". Ho capito che era quacosa di eccezionale rispetto a tutti i libri di "cucina facile", "cucina al wok", "cucina mediterranea", "pane fatto in casa" etc.
In effetti "Ladurée" è una famosa casa di pasticceria che produce delle vere opere d'arte, tra cui i suoi famosi "macarons", e altre sfiziosissime prelibatezze. Ora, pur sapendo che sicuramente le ricette che divulgano non saranno quelle vere verissime, l'idea di poter accedere ai segreti dell'alta pasticceria mi attira molto.
Ho avuto persino il coraggio di chiedere alla commessa di aprirmi il cellophan per poter vedere l'interno del cofanetto.
Ebbene, una volta apertolo, ho trovato una sottilissima carta rosa, come della carta velina, la quale avvolgeva un piccolo libro quandrato la cui copertina aveva una consistenza come quella della pelle di un'albicocca. Il piacere di tenerlo in mano e l'aspettativa dei segreti e della bellezza che poteva contenere avrebbe meritato una pausa di assporamento, ma il tempo stringeva ed ho dovuto decidermi ad aprirlo per sfogliarlo. Ogni genere di pasticcerie, sfiziose, delicate, belle, con ingredienti a volte un po' strani, è apparsa ai miei occhi ed ha provocato una secrezione di saliva molto importante nella mia bocca. "Deve essere mio", ecco la sola idea che ha occupato la mia testa in quegli istanti. Il piacere di possedere questo oggetto, il piacere di realizzare queste ricette e il piacere di mangiare le mie produzioni, nonché di raccontarle su queto blog, forse, si profilano enormi. Oltre alle delusioni a cui andro' inevitabilmente incontro cercando pretenziosamente di preparare pasticcerie molto complicate.
Beh, dopo due minuti ero fuori, dopo aver pagato l'altro libro, e sono andata a lezione. Sono stata cosi' coraggiosa da lasciare questo capolavoro dov'era. Sarà stato che costava un po', che avevo paura di non meritarlo, che volevo far durare il piacere di attenderlo, in ogni caso non l'ho comprato. Ma sento che la forza che avevo sentito in libreria, nell'angolo, è efficace fino a qui, nella mia casetta.
Ecco la foto del libro, ho scoperto che è uscito il primo ottobre.

lunedì 26 ottobre 2009

Meringhe e sado-maso

Nano1: "Mamma, io vovvei tanto aveve una sorellina"
Isa: "Eh si', sarebbe bello un giorno" (pensieri e parole... identità o differenza?)
Nano1: "Ma le sorelline camminano?"
Isa: "Certo"
Nano1: "E perché i fvatellini non camminano?"
Isa: "Ma si' che camminano in fratellini!"
Nano1: "E allora pevché Dedé non cammina?"
Isa: "Lo sai che Dédé è un po' speciale, ma vedrai che anche lui camminerà". (volevo anche dirgli di consultare il mio primo post, ma poi mi sono ricordata che non l'ho ancora autorizzato ad accedere ad internet...).
Nel frattempo ho fatto le mie prime meringhe e devo dire che non erano per niente male. Anche Monsieur ha apprezzato. Lui le ama molto quindi a dire il vero sono andata sul sicuro.
La cucina come rifugio. Devo approfondire questo tema. Per me è cosi'.
I miei 25 (magari!) lettori assetati di letture appassionanti possono ritrovare Isa in casa dopo una lunga assenza non priva di avvincenti avventure alcune delle quali meritano un resoconto che non ho naturalmente il tempo di fare oggi. D'altronde, come dice il mio caro lettore fisso del cuore, se qualcuno si chiede perché non ho scritto, legga i post precedenti per sapere come ho impiegato il tempo.
Due novità degne di nota:
-Dedé ha agitato una maracas, APPOSTA
- Dédé ha battuto su un tamburo con una bacchetta, APPOSTA
Tutto cio' con la sua cara educatrice di psicomotricità che quel giorno si era messa una tenuta che appena l'ho vista mi son detta "oggi Dédé farà sicuramente qualcosa di nuovo": leggins neri, stivali neri e top di cuoio nero con tanto di laccetti. Trucco scuro. In breve: la perfetta maîtresse sado-maso. Comunque ha funzionato. Habitus non facit monachus.
Venerdi' ho un esame: "Normae generales". Si' si' il titolo è in latino. Molto palloso.
Per giunta qui sono cominciate le cosiddette "vacances": vuol dire che quella bellissima istituzione che è la scuola, che permette alle mamme di respirare, che canalizza le intenzioni e gli atti esplosivi dei bambini, che insegna loro tante belle cose, ebbene, E' CHIUSA. Quindi Nano1 sul groppone tutti i giorni. In questo paese ogni 5 settimane di scuola ci sono due settimane di vacances. Che termine inappropriato, quasi ironico nel mio caso. Bah, francesi...
Come studiare? Viva la siesta dei bambini e il sonno precoce della sera. Chi vivrà vedrà.
Grazie del vostro sostegno, esasperati lettori.

martedì 6 ottobre 2009

Ratatouille

Una stanchezza colossale. Ieri mattina finché Dédé faceva la psicomotricità mi sono addormentata sulla sedia guardandolo. Chissà cos'avrà pensato la tipa. Questa mattina sveglia alle 5.25: Dédé piangeva. Preso in braccio, coccolato e rimesso giù, ma poi non sono più riuscita a dormire: cuore in gola, sobbalzavo al minimo rumorino, persino se Monsieur si muoveva. Pensavo di poter recuperare alla siesta, ma anche li' Dédé si è fatto sentire troppo presto...
Ed eccomi qui, reduce da tre bagni ai nanetti, tre cene ai nanetti, un pomeriggio di braccio di ferro con Nano1 che aveva deciso di farmi arrabbiare molto... e ci è riuscito, ma alla fine mi ha detto "Mamma, non ti diro' più le bvutte cose che ti ho detto, saro' mooolto bvavo, mooolto obbediente, semprve sempve sempve.... Mi dai una sovpvesa?". Al che stavo per saltar su per fargli la lista di tutte le buone ragioni per cui non era proprio il caso di dargli un regalo, ma ho deciso di tagliar corto dicendo NO. Si è rassegnato, forse ha anche capito che stava esagerando...
Monsieur mi ha chiamato alle 21 dicendo che i suoi soci vogliono lavorare tutta la notte per finire un progetto per domani. Io gli ho ingiunto con tutta la mia scarsa autorità di prendere assolutamente l'ultimo treno (che sarà verso l'1) per non dover tornare in taxi quando i treni non ci sono più. Visto che è da 15 giorni che andiamo avanti con questo ritmo mi sa che me lo trovero' schiattato per eccesso di stanchezza. Non so come faccia a sostenere ritmi simili. Anzi lo so... (no, non sniffa coca).
Pero' in fondo non è male quando il marito non torna e per giunta mangia una pizza in ufficio e non bisogna neanche lasciargli la cena pronta (gli ho comunque lasciato qualcosa per integrare quando arriverà). Beh, diciamo che dico cosi' solo perché i nani sono a letto. Un'ora e mezza fa nel pieno dei bagni e delle urla selvagge non lo avrei detto. Pero' adesso, con il solo rumore soave della lavapiatti che fa il suo lavoro e la prospettiva di mettermi a letto con "Julie & Julia", sono abbastanza soddisfatta della mia solitudine. A proposito, non sono tri-lesbicomane, Julie & Julia non sono le mie amichette, ma è il libro da cui è stato tratto il MIO film, che peraltro porta lo stesso titolo.
A proposito di questo libro devo dire che è uno dei rari caso in cui il film è veramente meglio.
Comunque si lascia leggere, e si puo' trovare qualche ricetta interessante. Come se non mi bastasse il mio metro e mezzo di libri di cucina nella libreria per soddisfare la mia sete di sapere (e di fare) in questo campo.
Eh si', devo confessare che cucinare è una delle attività che preferisco. Ovviamente devo farlo sempre per qualcuno, la cucina deve essere sempre "dedicata", è quello il bello... In più nel mio caso cucinare è una specie di attività clandestina che devo fare chiudendo il cancelletto di legno della cucina, gestendo a distanza le dispute accanite di Nano1 e Nano2, e spesso tenendo in braccio Nano3, oppure finché i due Nani maggiori sono nella vasca da bagno e Nano3 gioca per un po' miracolosamente tranquillo. E' una specie di sfida per non lasciarsi sopraffare completamente dai NANI. E mi da una gran soddisfazione poter produrre qualcosa di buono NONOSTANTE LORO. Per giunta appena faccio uso del robot da cucina Nano1 si avvicina subito con aria inquisitoria e chiede "Mammaaa, cosa faaai? Una tovta??" . Perché in tal caso deve assolutamente partecipare, con il suo grembiule miniatura, il suo mini-mattarello e i suoi stampini. Mi è già capitato di mentire (con grande senso di colpa da mamma snaturata che esclude il figlioletto volonteroso e entusiasta da un 'attività che potrebbe essere molto divertente per lui ma molto più lenta per Rapid-Isa) e dire che stavo tritando qualcosa per "la pappa". Comunque ogni tanto faccio una torta o delle madeleines con lui.
Ieri per esempio ho fatto (ma da sola) per cena, per il mio caro maritino stanco (che ha mangiato alle 22) un bell'arrosto di maiale al latte (non molto cacher) con una ratatouille (la mia amica Isabelle a pranzo mi ha mostrato e fatto annusare quella che lei aveva fatto il giorno prima, e si sa che la ratatouille è sempre migliore il giorno dopo..., comunque non me l'ha fatta assaggiare, bah, francesi...). Il maritino ha apprezzato, che bei momenti...
In effetti per non so quale legge di Murphy o di chi altro, ogni volta che Monsieur cena a casa si scopre che a mezzogiorno ha mangiato la stessa cosa. E quindi di solito, anche se il mio modo di preparare le cose è infinitamente migliore (proprio perché "dedicato", con amore...) di quello dei ristorantini parigini o havresi da lui frequentati, il suddetto marito fa fatica ad apprezzare la ripetizione (... e "repetita iuvant"?? Bah, francesi...). Ebbene ieri sera grazie a Dio non aveva mangiato la stessa cosa, per cui ha potuto apprezzare i miei sforzi.
Anche i nanetti hanno mangiato volentieri, anche se qualche boccone ha dovuto essere presentato come una macchina "dei cattivi", seguito a ruota (manda giù subito subito!) da una macchina della polizia, e qualche altro come un aereo carico di ... lupi seguito da quello dei cacciatori... (al giorno d'oggi lupi e cacciatori si spostano in aereo,come tutti sanno).
Beh, a proposito della mia ingiunzione di cui sopra al marito di tornare con l'ultimio treno, beh, ecco... mi ha appena richiamato confermandomi che deve lavorare tutta la notte. Bella dimostrazione in diretta della mia efficace autorità...
Non mi resta che "Julie & Julia", e se Monsieur vince il concorso si brinda sul blog!