Lo so, lo so che non scrivo da troppo.
Vorrei ma non riesco.
Il tempo ci sarebbe, se si considera il numero di blog culinari che seguo.
Ma mi sento certe volte diversa, certe volte incomprensibile per chi non abbia un bimbo come il mio.
Mi sembra che le gioie e il dolore che Dédé mi da non possano distillarsi in modo potabile da altre persone.
Che per spiegare qualsiasi novità ci vogliano troppe spiegazioni sul contesto.
Ho paura di essere noiosa e patetica.
Mi sembra di essere uscita dal campo delle mamme "normali", e che esse non mi considerino più tale.
Che nessuno possa immaginare che una mamma di un bimbo che non parla né si muove a quattro anni possa essere cosi' felice di averlo, e nello stesso tempo pianga.
Lo so, ci sarebbero tanti altri argomenti su cui scrivere (le torte in primis).
Ma l'essenziale è sempre nei miei pensieri e mi differenzia.
Nano4 si mette in piedi!
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lunedì 14 maggio 2012
martedì 13 dicembre 2011
Punti di vista
Ieri stavo dando da mangiare a Dédé sulla sua seggiolina speciale, munita di tavoletta davanti.
Per intrattenerlo durante il pasto sempre molto lungo (in media più di un'ora) gli avevo quindi dato una delle sue deliziose scarpine rosse con tanto di lacci, con cui lui ama molto giocare.
La suddetta scarpina era quindi posata davanti a Dédé il quale era in cucina con noi (ossia i due Nani "grandi" e la sottoscritta) durante la cena comune.
Tatà: "Ma perché Dédé ha una scarpa?".
Isa: "Per giocare, tanto lo sai che le sue scarpine non sono sporche, visto che lui non cammina".
Tatà: "Ah".
Dopo mezz'ora, finita la cena:
Tatà: "Dédé ha della chance di essere handicappato".
Isa: "E perché?"
Tatà: "Perché puo' tenere la scarpa finché mangia".
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